Interrogazioni a risposta immediata in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati depositata il 20/01/2016

Al Ministro per la semplificazione amministrativa e la pubblica amministrazione

Per sapere,

premesso che:

– il decreto legge n. 101 del 2013, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n.125, introduce una serie di disposizioni innovative in relazione all’immissione in servizio di idonei e vincitori dì concorsi, e di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego;

– in particolare, l’articolo 4 della citata norma, al comma 1 dispone modifiche all’articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001, restringendo ulteriormente le ipotesi per le quali è possibile fare ricorso a contratti a tempo determinato, che pertanto potranno essere stipulati solo “per rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale”;

– il comma 2 del medesimo articolo dispone che “per prevenire fenomeni di precariato, le amministrazioni pubbliche, nel rispetto delle disposizioni del presente articolo, sottoscrivono contratti a tempo determinato con i vincitori e gli idonei delle proprie graduatorie vigenti per concorsi pubblici a tempo indeterminato”;

– il comma 3 stabilisce che fino al 31 dicembre 2016, per le amministrazioni pubbliche che vogliano avviare procedure concorsuali per l’assunzione di personale, l’autorizzazione sia subordinata:

  1. a) alla verifica della avvenuta immissione in servizio presso l’amministrazione di tutti i vincitori di concorso collocati in graduatorie vigenti per assunzioni a tempo indeterminato per qualsiasi qualifica, salvo comprovate necessità organizzative, non temporanee ed adeguatamente motivate;
  2. b) alla assenza di idonei collocati in graduatorie vigenti dal 1° gennaio 2007, relative alle professionalità necessarie anche secondo un criterio di equivalenza;

– il comma 3 ter, prevede, altresì, l’applicazione dell’articolo 3, comma 61, terzo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004) ossia la possibilità di effettuare assunzioni, anche utilizzando le graduatorie di pubblici concorsi approvate da altre amministrazioni, previo accordo tra le amministrazioni interessate, ferma restando la salvaguardia della posizione occupata nella graduatoria dai vincitori e dagli idonei per le assunzioni a tempo indeterminato;

considerato che:

– la ratio del provvedimento risponde ad esigenze sociali e di equità, ed esonera l’amministrazione dalle spese, dai costi e dai tempi di attesa connessi ad un nuovo concorso, secondo il principio costituzionale di buon andamento;

– il “recente” intervento normativo ha configurato un vero e proprio diritto all’immissione in servizio, in capo non solo ai vincitori collocati nelle graduatorie, ma anche agli idonei inseriti nelle graduatorie vigenti ed approvate a partire dal 1° gennaio 2007, e subordina espressamente l’autorizzazione all’avvio di nuove procedure concorsuali all’avvenuta immissione in servizio di tutti i vincitori collocati nelle graduatorie e degli idonei presenti nelle graduatorie vigenti al 1° gennaio 2007;

– a ciò si aggiunge che anche la giurisprudenza di merito ha assunto un orientamento analogo al Consiglio di Stato, secondo il quale, a fronte di una graduatoria valida ed efficace, la pubblica amministrazione non può non considerare la sussistenza di soggetti qualificabili come idonei, quanto meno, in assenza di valide ragioni giustificatrici; in questo senso si pongono le pronunce: TAR Sardegna 19 ottobre 1999, n. 1228; TAR Lazio 30 gennaio 2003, n. 536; TAR Lombardia 15 settembre 2008, n. 4073; TAR Lazio 15 settembre 2009, n. 8743; TAR Sardegna 20 giugno 2013, n. 00478 e n. 00481;

– il legislatore ha pertanto inteso volgere “un atto di giustizia e un segnale di rispetto per quei tanti italiani, la maggior parte dei quali giovani, che da anni attendono una collocazione nella P.A. dopo aver sostenuto e superato un regolare concorso” (così l’ex Ministro D’Alia – guida al decreto-legge 101 del 2013, in www.funzionepubblica.gov.it);

– gli esiti e i dati del monitoraggio condotto dal Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri sulla base delle previsioni dell’articolo 4, comma 5, del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2013, rappresentano una situazione allarmante circa il numero dei vincitori di concorso pubblico in attesa di assunzione sull’intero territorio nazionale tra enti locali e amministrazioni dello Stato. Nello specifico i “vincitori da assumere” alla data del 16 gennaio 2016 sono 4.140 mentre gli “idonei all’eventuale assunzione” sono 147.351;

– le linee programmatiche dichiarate in più occasioni dal Governo e dal Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione andrebbero nella direzione: 1) di promuovere un “ricambio generazionale” nell’ambito delle dotazioni organiche della pubblica amministrazione anche attraverso riformulazioni del turnover e delle sue precedenti limitazioni e 2) di prevenire fenomeni di precariato nelle pubbliche amministrazioni con il continuo ricorso a forme di lavoro flessibile, tant’è che l’articolo 3 e seguenti del decreto-legge n. 90 del 2014, recante “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014 nonchè l’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo n. 81 del 2015, inserivano nella vigente normativa – l’uno -, modifiche al turnover per l’accesso alla pubblica amministrazione innalzandone l’aliquota e l’altro, il divieto anche per le pubbliche amministrazioni a partire dal 1° gennaio 2017 di stipulare contratti di collaborazione che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro (cosiddette co.co.co.);

– sempre nell’ottica di favorire l’accelerazione del turn over e l’accesso nella pubblica amministrazione, anche la legge delega 7 agosto 2015, n. 124 in materia di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, all’articolo 17, comma 1, lettera c) ha previsto che «per le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e aventi graduatorie in vigore alla data di approvazione dello schema di decreto legislativo di cui al presente comma, in attuazione dell’articolo 1, commi 424 e 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nel rispetto dei limiti di finanza pubblica, l’introduzione di norme transitorie finalizzate esclusivamente all’assunzione dei vincitori di concorsi pubblici, le cui graduatorie siano state approvate e pubblicate entro la data di entrata in vigore della presente legge»;

– infatti il “Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica” della Corte dei conti (paragrafo “La faticosa e lenta elaborazione di politiche di personale post crisi”) rivela: “Esaurita la fase più severa della crisi economica – al cui superamento hanno in parte contribuito anche le misure di contenimento della spesa per il personale pubblico – occorre, ad avviso della Corte, riprendere il percorso di definizione di una ordinaria politica di personale in grado di intervenire sulla debolezze e sulle criticità di sistema, in parte acuite da un approccio fortemente condizionato dalle esigenze di rispettare i vincoli di bilancio”;

– la Corte spiega che: “Il dimensionamento del personale va affrontato, a regime, superando l’approccio in termini di tagli lineari, attraverso una attenta valutazione dell’effettivo fabbisogno di attività amministrativa al centro e soprattutto sul territorio e la conseguente necessità di disporre di professionalità specifiche anche in relazione alla auspicata ripresa di investimenti in nuove tecnologie”;

– la magistratura contabile specifica infine che: “Si tratta di considerazioni condivise dal Rapporto finale dell’allora Commissario per la revisione della spesa che, in un apposito paragrafo, sottolinea come le misure di contenimento della spesa (reso noto nel marzo 2014) di personale sinora adottate – riduzione del numero degli addetti e congelamento dei trattamenti economici – benché indubbiamente efficaci, non possono essere reiterate in condizioni normali e, conseguentemente, segnala l’urgenza di definire un strategia post crisi”;

– inoltre nel citato Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica la Corte evidenziava, in relazione ai vincoli assunzionali ed al prolungamento dell’età lavorativa, il progressivo invecchiamento dei dipendenti pubblici, che registrano – come sottolineato dalla Ragioneria Generale dello Stato – IGOP nella nota introduttiva al Conto annuale 2013 – un’età media ormai prossima a 50 anni;

– come si apprende da notizie di stampa (Il messaggero del 16 gennaio 2016) – che riporta dati diffusi dalla Ragioneria dello Stato- non considerando il personale impiegato con contratti flessibili, rispetto al 2007 il totale degli occupati nella Pubblica amministrazione si è ridotto del 5,1 per cento;

– ciò nonostante, i più recenti provvedimenti normativi segnano una triste “inversione di direzione” e appaiono in contrasto con i precedenti interventi: da una parte, con la legge di Stabilità per il 2016 (legge n. 208 del 2015) si prevede ai commi 227 e seguenti un drastico aumento delle limitazioni al turnover (ora al 25 per cento) e dall’altra, il decreto legge n. 210 del 2015 (cosiddetto “milleproroghe”) non prevede nessuna proroga della vigenza delle graduatorie di concorso, attualmente in scadenza il 31 dicembre 2016;

– dunque, per effetto di tali provvedimenti, l’età media dei dipendenti pubblici rischia di crescere ancora a causa del predetto blocco (di fatto) del turnover ma anche per la stretta sull’accesso alla pensione: nella pubblica amministrazione italiana gli ultra sessantenni (oltre 372.000) sono molti di più di coloro che hanno meno di 35 anni (circa 260.000) e questo non può che avere ripercussioni sull’attività soprattutto in alcuni settori;

– ma non solo: sempre la legge di Stabilità 2016 – ai commi 236 e 466 – ha previsto limiti all’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche nonché uno stanziamento di appena 300 milioni annui (di cui 74 milioni per Forze armate e Polizia e 7 milioni per personale di diritto pubblico) per i rinnovi contrattuali (pari a circa 5 euro al mese) il cui blocco dal 2010 è stato dichiarato illegittimo dalla sentenza n. 178 del 2015 della Corte costituzionale anziché valorizzare i dipendenti dell’amministrazione appaiono improntati a logiche punitive. In tale contesto non stupisce l’annuncio dell’avvio di una class action dei lavoratori del pubblico impiego per ottenere il risarcimento per il blocco illegittimo degli stipendi e il recupero della perdita patrimoniale subita (www.perugiatoday del 6 gennaio 2016);

– ora il Governo annuncia anche un regime più rigoroso sui licenziamenti nel pubblico impiego a seguito dei recenti fatti di cronaca (Il Messaggero del 16 gennaio 2016);

– nell’amministrazione italiana quindi non solo il lavoro è sempre meno “sicuro” ma è divenuto più impegnativo dato che diminuisce il numero delle persone e dà meno soddisfazioni sotto il profilo economico con retribuzioni ferme e tornate ai livelli del 2009;

considerati altresì:

– la centralità del tema dell’accesso e del ricambio generazionale nella pubblica amministrazione con il doveroso rispetto del dettato costituzionale che all’art. 97 che prevede l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni in maniera esclusiva attraverso procedure concorsuali;

– l’insostenibile situazione di attesa, anche di diversi anni, per decine di migliaia di vincitori di concorsi pubblici che non vedono riconosciuto un diritto soggettivo all’assunzione dopo aver espletato e vinto un concorso pubblico bandito da amministrazioni statali e/o enti locali;

– alcune specifiche e peculiari situazioni di particolare gravità ed emergenza, come quella in cui versa, a titolo di esempio, il Comune di Roma, per il quale si paventa un blocco totale del turnover per ripianare il debito dell’amministrazione capitolina, nonostante la presenza di centinaia di vincitori di concorso pubblico il cui diritto all’assunzione verrebbe irrimediabilmente frustrato;

– è necessario, ad avviso degli interroganti, che si dia luogo ad un ricambio generazionale vero all’interno delle pubbliche amministrazioni tale da “immettere” nelle amministrazioni nuovo personale professionalmente preparato, selezionato e motivato;

– l’assunzione dei «vincitori di concorso» e lo scorrimento delle graduatorie con l’assunzione degli “idonei all’assunzione” in esse presenti così come previsto dalla suddetta legge delega e dal decreto legge n. 101 del 2013 produrrebbero, in conformità del principio di economicità ed efficienza della Pubblica amministrazione, un autentico risparmio, derivante da un lato dalla possibilità di assumere immediatamente personale qualificato, preparato e già selezionato, dall’altro lato, evitando di indire nuove e onerose procedure concorsuali;

si chiede di sapere:

– quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per rafforzare e accelerare il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione anche in attuazione del principio contenuto nella legge delega n. 124 del 2015 e delle norme contenute nel decreto legge n. 101 del 2013, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 finalizzati alla celere assunzione dei vincitori dei concorsi pubblici nonché degli idonei all’assunzione tramite il meccanismo dello scorrimento delle graduatorie anche prorogando l’efficacia delle graduatorie vigenti ovvero incentivando gli accordi tra le amministrazioni interessate circa la possibilità di utilizzare, prima di indire nuovi concorsi, le graduatorie relative ai concorsi approvate da altre amministrazioni, per profili analoghi o equivalenti, ai sensi dell’articolo 3, comma 61, terzo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e dell’articolo 4, comma 3-ter, del decreto legge n. 101 del 2013.

Ciprini, Tripiedi, Lombardi, Chimienti, Cominardi, Dall’Osso

Link interrogazioni a risposta immediata in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati depositata il 20/01/2016

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2016/01/20/leg.17.bol0576.data20160120.com11.pdf

 

 

 

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2016/01/20/leg.17.bol0576.data20160120.com11.pdf

Proposte emendative al al D.L. 25 novembre 2015, n. 185 a favore del blocco delle assunzioni nelle PP.AA.

Proposte emendative in V Commissione della Camera dei deputati in sede referente pubblicate nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 12/01/2016 (n. 571), riferite al C. 3495, relative al decreto legge 25 novembre 2015, n. 185 ed al blocco delle assunzioni nelle PP.AA.

 

Proposta emendativa 7.3.
inammissibile

Dopo il comma 4-bis aggiungere i seguenti:
4-ter. […]
4-quater. All’articolo 4 del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 maggio 2014, n. 68 sono apportate le seguenti modificazioni:
   a) al comma 1, primo periodo, le parole: «corrispondente a quelle in cui si è verificato il superamento di tali vincoli.» sono sostituite dalle seguenti: «non superiore a quindici.»;
   b) al comma 3 le parole da: «non si applicano le disposizioni di cui al quinto periodo», fino a: «ai termini di adeguamento previsti dall’articolo 65 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e successive modificazioni», sono sostituite dalle seguenti: «non si applicano le disposizioni di cui al quarto e quinto periodo del comma 3-quinquies dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 [Le pubbliche amministrazioni non possono in ogni caso sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi integrativi in contrasto con i vincoli e con i limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali o che disciplinano materie non espressamente delegate a tale livello negoziale ovvero che comportano oneri non previsti negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione. Nei casi di violazione dei vincoli e dei limiti di competenza imposti dalla contrattazione nazionale o dalle norme di legge, le clausole sono nulle, non possono essere applicate e sono sostituite ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile], agli atti di costituzione e di utilizzo dei fondi, comunque costituiti, per la contrattazione decentrata adottati anteriormente al 31 dicembre 2014». Causi MarcoOrfini MatteoArgentin IleanaBonaccorsi LorenzaCoscia MariaMarroni UmbertoMeta Michele PompeoMiccoli MarcoMorassut RobertoPiazzoni Ileana CathiaMinnucci EmilianoAgostini Roberta

Proposta emendativa 7.4.
inammissibile

  Dopo il comma 4-bis aggiungere il seguente:
4-ter. Al comma 226 della legge 30 dicembre 2015, n. 208, è aggiunto infine il seguente periodo: «Ai medesimi fini, le regioni e gli enti locali possono valorizzare i risparmi di spesa o i recuperi di entrate, previsti in piani, programmi e nei documenti di programmazione economico finanziaria e gestionale dell’ente, certificati dai competenti organi di controllo, nei cinque anni precedenti la formalizzazione dei piani di recupero. Possono altresì destinare a recupero i risparmi di spesa effettivamente determinatisi derivanti dalla applicazione dell’articolo 43 della legge 27 dicembre 1997 n. 449 [Contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione, convenzioni con soggetti pubblici o privati, contributi dell’utenza per i servizi pubblici non essenziali e misure di incentivazione della produttività], per la parte non impiegata nella costituzione dei fondi. Possono infine destinare integralmente alle finalità compensative di cui al presente comma i risparmi derivanti dall’attuazione dell’articolo 16 commi 4 e 5 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonché dalla temporanea rinuncia, anche parziale, alle facoltà assunzionali riferite al personale a tempo indeterminato, ferma la disciplina dell’utilizzo delle capacità assunzionali residue di cui all’articolo 3, comma 5 del decreto-legge 25 giugno 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, e successive modifiche e integrazioni». Fassina StefanoMarcon GiulioAiraudo GiorgioPlacido AntonioMelilla Gianni

Fonte: http://documenti.camera.it/apps/emendamenti/getProposteEmendativeSeduta.aspx?contenitorePortante=leg.17.eme.ac.3495&tipoSeduta=1&sedeEsame=referente&urnTestoRiferimento=urn%3Aleg%3A17%3A3495%3Anull%3Anull%3Acom%3A05%3Areferente&dataSeduta=20160112&tipoListaEmendamenti=1 
 Approfondimenti
Decreto legge n. 16 del 6 marzo 2014,
Art. 4. Misure conseguenti al mancato rispetto di vincoli finanziari posti alla
contrattazione integrativa e all’utilizzo dei relativi fondi1. Le regioni e gli enti locali che non hanno rispettato i vincoli finanziari posti alla
contrattazione collettiva integrativa sono obbligati a recuperare integralmente, a
valere sulle risorse finanziarie a questa destinate, rispettivamente al personale
dirigenziale e non dirigenziale, le somme indebitamente erogate mediante il graduale
riassorbimento delle stesse, con quote annuali e per un numero massimo di annualità
corrispondente a quelle in cui si è verificato il superamento di tali vincoli. Nei predetti
casi, le regioni adottano misure di contenimento della spesa per il personale, ulteriori
rispetto a quelle già previste dalla vigente normativa, mediante l’attuazione di piani di
riorganizzazione finalizzati alla razionalizzazione e allo snellimento delle strutture
burocratico-amministrative, anche attraverso accorpamenti di uffici con la contestuale
riduzione delle dotazioni organiche del personale dirigenziale in misura non inferiore al
20 per cento e della spesa complessiva del personale non dirigenziale in misura non
inferiore al 10 per cento. Gli enti locali adottano le misure di razionalizzazione
organizzativa garantendo in ogni caso la riduzione delle dotazioni organiche entro i
parametri definiti dal decreto di cui all’articolo 263, comma 2, del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267. Al fine di conseguire l’effettivo contenimento della spesa, alle
unità di personale eventualmente risultanti in soprannumero all’esito dei predetti piani
obbligatori di riorganizzazione si applicano le disposizioni previste dall’articolo 2,
commi 11 e 12, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nei limiti temporali della vigenza della predetta
norma. Le cessazioni dal servizio conseguenti alle misure di cui al precedente periodo
non possono essere calcolate come risparmio utile per definire l’ammontare delle
disponibilità finanziarie da destinare alle assunzioni o il numero delle unità sostituibili
in relazione alle limitazioni del turn over. Le Regioni e gli enti locali trasmettono entro
il 31 maggio di ciascun anno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento
della funzione pubblica, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato e al Ministero dell’interno – Dipartimento per gli affari
interni e territoriali, ai fini del relativo monitoraggio, una relazione illustrativa ed una
relazione tecnico-finanziaria che, con riferimento al mancato rispetto dei vincoli
finanziari, dia conto dell’adozione dei piani obbligatori di riorganizzazione e delle
specifiche misure previste dai medesimi per il contenimento della spesa per il
personale ovvero delle misure di cui al terzo periodo.
2. […]
3. Fermo restando l’obbligo di recupero previsto dai commi 1 e 2, non si applicano le
disposizioni di cui al quinto periodo del comma 3-quinquies dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 [Nei casi di violazione dei vincoli e dei limiti di competenza imposti dalla contrattazione nazionale o dalle norme di legge, le clausole sono nulle, non possono essere applicate e sono sostituite ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile], agli atti di costituzione e di utilizzo dei fondi, comunque costituiti, per la contrattazione decentrata adottati anteriormente ai termini di adeguamento previsti dall’articolo 65 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e successive modificazioni, che non abbiano comportato il riconoscimento giudiziale della responsabilità erariale, adottati dalle regioni e dagli enti locali che hanno rispettato il patto di stabilità interno, la vigente disciplina in materia di spese e assunzione di personale, nonché le disposizioni di cui all’articolo 9, commi 1, 2-bis, 21 e 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni.

 

Articolo 16 commi 4 e 5 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. 
4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 11, le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, possono adottare entro il 31 marzo
di ogni anno piani triennali di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, di riordino e ristrutturazione amministrativa, di semplificazione e digitalizzazione, di riduzione dei costi della politica e di funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio, gli affidamenti alle partecipate e il ricorso alle consulenze attraverso persone giuridiche. Detti piani indicano la spesa sostenuta a legislazione vigente per ciascuna delle voci di spesa interessate e i correlati obiettivi in termini fisici e finanziari.
5. In relazione ai processi di cui al comma 4, le eventuali economie aggiuntive effettivamente realizzate rispetto a quelle già previste dalla normativa vigente, dall’articolo 12 e dal presente articolo ai fini del miglioramento dei saldi di finanza pubblica, possono essere utilizzate annualmente, nell’importo massimo del 50
per cento, per la contrattazione integrativa, di cui il 50 per cento destinato alla erogazione dei premi previsti dall’articolo 19 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. La restante quota è versata annualmente dagli enti e dalle amministrazioni dotati di
autonomia finanziaria ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. La disposizione di cui al precedente periodo non si applica agli enti territoriali e agli enti, di competenza regionale o delle provincie autonome di Trento e di Bolzano, del SSN. Le risorse di cui al primo periodo sono utilizzabili solo se a consuntivo è accertato, con riferimento a ciascun esercizio, dalle amministrazioni interessate, il raggiungimento degli obiettivi fissati per ciascuna delle singole voci di spesa previste nei piani di cui al comma 4 e i conseguenti risparmi. I risparmi sono certificati, ai sensi della normativa vigente, dai competenti organi di controllo. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri la verifica viene effettuata dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato per il tramite, rispettivamente, dell’UBRRAC e degli uffici centrali di bilancio e dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento della funzione
pubblica.

D.G. n. 350 del 15 dicembre 2014 – Piano assunzionale 2014-2016 di Roma Capitale

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Protocollo RC n. 26916/14

ESTRATTO DAL VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DELLA
GIUNTA CAPITOLINA

(SEDUTA DEL 15 DICEMBRE 2014)

L’anno duemilaquattordici, il giorno di lunedì quindici del mese di dicembre, alle ore 13,40, nella Sala dell’Arazzo, in Campidoglio, si è adunata la Giunta Capitolina di Roma, così composta:

assessori prsenti

Sono presenti il Vice Sindaco e gli Assessori Cattoi, Caudo, Leonori, Marinelli, Marino, Masini e Scozzese.

Partecipa il sottoscritto Segretario Generale Dott. Liborio Iudicello.

(O M I S S I S)

A questo punto l’Assessore Caudo esce dall’Aula.

(O M I S S I S)

Deliberazione n. 350

Conferma del sistema di classificazione del personale non dirigente e determinazione della consistenza della dotazione organica sulla base di quanto già disposto dalle deliberazioni della G.C. n. 422  del 22 dicembre 2009 e s.m.i. e n. 440 del 20 dicembre 2013. Approvazione programmazione del fabbisogno di personale e piano assunzionale 2014-2016.

 

Premesso che a norma dell’art. 91 – comma 1 – del D.Lgs. 18 agosto 2000, n 267  e s.m.i. e dell’art. 6 del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 e s.m.i., gli organi di vertice delle Amministrazioni Locali sono tenuti alla programmazione triennale del fabbisogno di personale ed alla periodica e correlata determinazione della dotazione organica, secondo criteri di efficienza, razionalità ed ottimizzazione d’impiego delle risorse umane, previa verifica degli effettivi fabbisogni e nel rispetto dei principi volti alla razionalizzazione del costo del lavoro pubblico, contenendo la spesa complessiva per il personale, diretta e indiretta, entro i limiti di finanza pubblica;
Con deliberazione della Giunta Capitolina n. 440 del 20 dicembre 2013 si è, tra l’altro, proceduto alla conferma del sistema di classificazione del personale non dirigente già approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n. 422 del 22 dicembre 2009  e s.m.i., alla parziale rideterminazione della dotazione organica del medesimo personale  non dirigente e alla conseguente programmazione triennale del fabbisogno;
Con la succitata deliberazione della Giunta Comunale n. 422/2009 e s.m.i. era stato, tra l’altro, approvato il piano assunzionale per il triennio 2010-2012;
In esecuzione del succitato atto deliberativo l’Amministrazione Capitolina ha  indetto nell’anno 2010 procedure selettive pubbliche, la maggior parte delle quali si è conclusa nel corso dell’anno 2013 e nel primo semestre dell’anno 2014 con l’approvazione e la pubblicazione delle relative graduatorie;
Nel corso dell’anno 2013, al fine di dare attuazione al piano assunzionale approvato con la succitata deliberazione Giunta Comunale n. 422/2009, si è proceduto, nel rispetto degli stringenti limiti alle facoltà assunzionali degli Enti Locali nel frattempo posti dal legislatore nazionale, a disporre con diversi atti deliberativi l’acquisizione di unità di personale individuate sulla base delle esigenze operative ritenute prioritarie e tenendo conto della progressiva conclusione delle procedure selettive avviate;
Con deliberazione della Giunta Capitolina n. 441 del 20 dicembre 2013 è stato portato a conclusione il piano delle assunzioni ritenute prioritarie per l’anno 2013, via via definito con i suddetti precedenti provvedimenti della Giunta;
Il programma occupazionale approvato con la richiamata deliberazione di Giunta Capitolina n. 441/2013 includeva, peraltro, l’assunzione in forma stabile di 146 unità di personale  in  possesso  dei requisiti di cui all’art. 4 del Decreto  Legge 31 agosto     2013, n. 101 – convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125;
Con deliberazione della Giunta Capitolina n. 180 del 25 giugno 2014, sono state apportate modifiche ed integrazioni alla succitata deliberazione n. 441/2013, in considerazione delle valutazioni espresse dal Consiglio di Stato con riguardo al contenzioso promosso da uno dei candidati vincitori della procedura selettiva pubblica volta al reclutamento di 155 “Istruttori Economici” (categoria C), indetta dall’Amministrazione Capitolina nell’anno 2010 e conclusasi con l’approvazione della relativa graduatoria in data 19 dicembre 2013;
Con il succitato provvedimento deliberativo n. 180/2014 è stato, tra l’altro, disposto di subordinare  e  condizionare  la  procedura  di stabilizzazione  di cui  alla deliberazione n. 441/2013 all’esito del contenzioso di cui sopra;
Atteso che l’Amministrazione Capitolina ha in corso una delicata fase di riassetto organizzativo,  avviato  con  deliberazione  della  Giunta  Capitolina  n.   384  del  25   e 26 ottobre 2013 e s.m.i. a seguito della ricostituzione degli Organi di Governo e dell’approvazione del programma amministrativo del Sindaco, nonché in relazione all’attribuzione delle nuove funzioni amministrative di cui alle disposizioni attuative dell’art. 24 della legge 5 marzo 2009, n. 42 (Ordinamento Transitorio di Roma Capitale) e alla nuova configurazione del decentramento amministrativo così come disciplinato dallo Statuto e dalla deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 11/2013;
L’Ente versa in una situazione di difficoltà finanziaria per il superamento della quale la Giunta Capitolina ha recentemente approvato con deliberazione n. 194/2014, in adempimento di quanto previsto dall’art. 16 del Decreto Legge 6 marzo 2014, n. 16 – convertito con modificazioni dalla legge 2 maggio 2014, n. 68 – un piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale del Bilancio;
Nell’ambito delle misure volte ad assicurare detto riequilibrio di Bilancio è stato previsto un significativo decremento delle risorse destinate alla spesa di personale che entro il 2016 dovrà essere ridotta di circa 57 milioni di Euro;
Il quadro normativo di riferimento in materia di determinazione delle facoltà assunzionali degli Enti Locali è stato incisivamente modificato    dall’art. 3, comma 5, del D.L. 24 giugno  2014, n. 90 (convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014,   n. 114);
Il citato articolo di legge, abrogando l’art. 76, comma 7, del D.L. n. 112/2008, ha infatti previsto il graduale aumento delle percentuali di copertura del turn over, con il conseguente incremento delle facoltà assunzionali degli Enti Locali sottoposti al Patto di Stabilità interno i quali, ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 557, 557 bis e 557 ter della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono pertanto procedere, per  gli anni 2014 e 2015, ad assunzioni a tempo indeterminato “nella misura di un  contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente”, mentre per gli anni 2016 e 2017 la percentuale di copertura del turn  over  è  fissata  nella  misura  dell’80 per cento e, a decorrere dall’anno 2018 ulteriormente elevata al 100 per cento;
Ritenuto che la dotazione organica teorica già approvata con la citata deliberazione n. 440/2013 non risulta sovrastimata qualora correlata alla popolazione residente della città di Roma, cosi come rilevata dall’Istituto Nazionale di Statistica al 31 dicembre 2013 (2.863.322 cittadini residenti), all’estensione territoriale della città, alla molteplicità dei servizi erogati e alle funzioni attribuite all’Ente, anche quale Capitale d’Italia;
Quanto sopra anche assumendo, quale parametro di riferimento, il limite previsto dagli appositi Decreti determinativi dei rapporti medi dipendenti-popolazione validi per gli Enti Locali in condizioni di dissesto classificati per classe demografica, la suddetta dotazione organica teorica appare, anzi, sottodimensionata (da ultimo,  detto  rapporto viene fissato dal Decreto del Ministero dell’Interno 16 marzo 2011 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 26 marzo 2011, n. 70 nella proporzione di un dipendente ogni 75 abitanti per i comuni rientranti nella classe demografica di popolazione superiore a 249.999 abitanti, mentre per Roma Capitale detto rapporto risulta pari a 1/91);
La  dotazione  organica  delineata  in  termini teorici dal  succitato  atto deliberativo n. 440/2013 costituisce, quindi, una attendibile rappresentazione in termini quali-quantitativi, delle risorse professionali necessarie per assicurare l’erogazione dei servizi e gli standard di qualità delle prestazioni rese dall’Ente speciale Roma Capitale, tenuto anche conto che circa il 50% del fabbisogno di personale risultante dagli atti di programmazione in questione è riferito ai settori sicurezza ed educativo/scolastico, relativamente ai quali l’ipotesi di comprimere il livello dei servizi offerti ai cittadini non appare percorribile;
In particolare, gli organici teorici previsti per la famiglia professionale “Vigilanza”, tra i più consistenti dell’intero apparato professionale dell’Ente, risultano determinati in coerenza con i criteri in materia di equilibrio tra popolazione residente ed unità operative di  Polizia  Locale  che  si  desumono  dall’art.  12  della  Legge   della   Regione   Lazio 13 gennaio 2005, n. 1, recante “Norme in materia di Polizia Locale”;
Speciale attenzione deve essere riservata alla dotazione di personale prevista per il settore educativo e scolastico, nell’ambito del quale i servizi sono attualmente ancora assicurati in prevalenza con modalità di gestione diretta (oltre 500 le strutture aperte al pubblico ripartite tra nidi e scuole infanzia), il cui apparato professionale presenta significative carenze d’organico, inevitabilmente risolte con il ricorso alla instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato;
Considerato che la dotazione organica teorica di cui alla deliberazione Giunta Capitolina n. 440/2013, sebbene risulti anche inferiore alla dotazione minima prevista per gli Enti in condizione di dissesto, se collocata all’interno del contesto normativo ed economico finanziario sopra descritto risulta essere di difficile concreta attuazione;
Le difficoltà finanziarie e le restrizioni alle facoltà assunzionali cui sopra si è fatto riferimento inducono necessariamente ad avviare una approfondita riflessione volta a definire i criteri sui quali basare la rideterminazione e la riorganizzazione complessiva degli organici, anche ricorrendo agli studi sui “fabbisogni standard” che, consentendo di verificare quante risorse sono  effettivamente e  mediamente  impiegate dagli Enti  Locali per svolgere le proprie funzioni, offrono elementi di valutazione per determinare una dotazione di personale “standard” sulla base di rigorose analisi comparative con la situazione di altri Enti che per caratteristiche socio-demografiche e territoriali risultino confrontabili con la realtà capitolina;
Nelle more dell’avvio della suddetta attività di studio, della prossima  configurazione della “Città Metropolitana” e dell’attuazione della nuova disciplina contrattuale decentrata per il personale non dirigente si ritiene, pertanto, necessario confermare la dotazione organica complessiva finora vigente e rinviare ad una fase successiva la verifica delle consistenze degli organici sulla base di “dotazioni standard”, nonché l’eventuale revisione dell’insieme delle competenze professionali, così come strutturato nel sistema di classificazione professionale approvato dalle più volte  richiamate deliberazioni della G.C. n. 422/2009 e n. 440/2013;
Peraltro, in relazione ai progetti diretti a favorire le pari opportunità ed il “benessere organizzativo” nei luoghi di lavoro all’interno dell’Amministrazione Capitolina,  si ravvisa l’esigenza di integrare l’organico teoricamente previsto per il profilo  professionale di “Psicologo”, mantenendo, comunque invariata la  consistenza complessiva della dotazione organica di Roma Capitale;
Si ritiene pertanto opportuno prevedere un incremento di 7 unità nella dotazione organica teorica del profilo professionale di Psicologo (categoria D), riducendo contestualmente di un pari numero di unità il profilo professionale di Funzionario Perito Industriale (categoria D);
Atteso che appare necessario, considerato il contesto sopra descritto, procedere, in adempimento di quanto prescritto dal succitati art. 91 del D.Lgs. n. 267/2000 e art. 6 del D.Lgs. n. 165/2001, alla conferma dell’apparato professionale allo stato definito con deliberazioni G.C. n. 422/2009 e s.m.i. e 440/2013, nonché alla conferma della relativa dotazione organica teorica, con la sola eccezione del lieve incremento previsto per il profilo professionale di Psicologo, cui sopra si è fatto riferimento, a parità di consistenza della dotazione organica complessiva;
Detta dotazione organica teorica deve intendersi comprensiva della dotazione organica prevista per l’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali e Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze – Struttura la cui gestione provvisoria, nelle more del trasferimento delle relative competenze all’Amministrazione Capitolina, è stata affidata, con Ordinanza Sindacale n. 201 del 15 ottobre 2014, ad un Commissario che ha assunto i poteri del Presidente del Consiglio di Amministrazione;
La correlata pianificazione del fabbisogno per il triennio 2014-2016 risulta conseguentemente definita con riferimento alla consistenza del personale effettivamente  in servizio rilevata alla data del 31 ottobre 2014;
Per i motivi sopra esposti, non sussistono in nessuno dei livelli di inquadramento di cui all’ordinamento professionale approvato con il C.C.N.L. del comparto Regioni Autonomie Locali, sottoscritto il 31 marzo 1999 eccedenze di personale rilevate ai sensi dell’art. 33 del D.Lgs. n. 165/2001;
Ritenuto che sulla base dei fabbisogni determinati con il presente provvedimento  per il periodo 2014-2016, così come risultano indicati nella tabella allegato A facente parte integrante del presente provvedimento, si possa procedere:

  • nei limiti delle risorse disponibili;
  • in coerenza con quanto previsto dal piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale del Bilancio approvato, come sopra già precisato, con deliberazione 194/2014;

Alla definizione ed approvazione del piano assunzionale da attuare nel periodo 2014-2016, di cui alla tabella allegato B, facente parte integrante del presente provvedimento;
Con riguardo al piano assunzionale di cui alle richiamate deliberazioni Giunta Capitolina n. 441/2013 e n. 180/2014, confermato con il presente provvedimento e segnatamente all’assunzione di n. 20 candidati vincitori della procedura selettiva pubblica per il reclutamento di 197 unità di personale nel profilo professionale di “Esperto  Sviluppo Servizi Informatici e Telematici” (cat. D) che si prevede di perfezionare entro il 2015, attesa l’esigenza, avvertita come prioritaria, di integrare gli organici tecnici e tecnico-amministrativi e tenuto conto, altresì, del contenzioso in essere, per il quale si è in attesa del deposito della sentenza, a seguito dell’udienza tenutasi in data 2 luglio 2014;
Per quanto concerne la procedura selettiva bandita per il reclutamento di 110 Funzionari Amministrativi (cat. D) si è ritenuto opportuno programmare le relative assunzioni a partire dall’anno 2015, tenuto conto della sentenza pronunciata dal TAR Lazio (ricorso n. RG 1260/2014, integrato da motivi aggiunti), in corso di attuazione, in merito al contenzioso proposto da alcuni candidati;
Dette assunzioni rientrano, come attestato dal Direttore della Direzione “Programmazione, Gestione e Controllo della Spesa del Personale” del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane, con nota prot. n. GB/78842 del 26 novembre 2014 nei limiti alle  facoltà assunzionali consentite dal succitato  art.  3 – comma  5 – del D.L.      24 giugno 2014, n. 90, e fissate nella percentuale massima del 60% del valore/spesa del turn over dell’anno precedente per gli anni 2014 e 2015 e nella percentuale dell’80% per l’anno 2016;
Sulla base di detta programmazione gli organici capitolini saranno, pertanto, integrati nella misura massima consentita dalle richiamate norme in materia limiti alle facoltà assunzionali (60 per cento del turn over per gli anni 2014 e 2015 e 80 per cento  del turn over per l’anno 2016);
Considerato che le richiamate difficoltà finanziarie in cui versa l’Ente, unite alla necessità di rispettare i limiti assunzionali e di riduzione della spesa per il personale  fissati dalla legge, rendono di difficile attuazione la puntuale programmazione delle assunzioni su base pluriennale;
Pertanto, si renderà necessario procedere di anno in anno a specifiche verifiche in relazione al numero effettivo di cessazioni dal servizio e alle risorse finanziarie effettivamente disponibili;
Atteso che il suddetto piano assunzionale relativo al periodo 2014-2016 è stato formulato, in continuità con quanto già previsto dalle succitate deliberazioni della Giunta Capitolina n. 441/2013 e n. 180/2014, tenendo conto:

  • della prioritaria esigenza di assicurare la stabilità degli organici delle scuole di infanzia;
  • dell’obbligo di programmare le assunzioni in attuazione della normativa a tutela dei disabili e delle categorie protette (legge 12 marzo 1999, 68 e s.m.i.);
  • dell’esigenza di proseguire la programmazione – già avviata nell’anno 2013 – delle assunzioni dei vincitori delle procedure selettive pubbliche bandite nell’anno 2010 e anni precedenti, la maggioranza delle quali sono concluse con l’approvazione della relativa graduatoria di merito;
  • della necessità di acquisire con urgenza unità di personale in profili professionali tecnici e tecnico amministrativi, anche con riferimento al reclutamento di figure professionali in possesso di specifica esperienza nella gestione di problematiche geologiche e ambientali, a fronte di esigenze funzionali rappresentate dai dirigenti preposti ai relativi settori di attività ricorrendo, nei casi in cui non siano state bandite procedure concorsuali per l’acquisizione dei relativi profili professionali, a procedure di mobilità ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. n. 165/2001, stante l’urgenza di disporre delle relative competenze professionali e tenuto conto che tale modalità di acquisizione di personale consente il reclutamento di risorse in possesso di esperienza e non ha incidenza sul rispetto dei limiti di copertura del turn over;
  • dell’esigenza di confermare l’acquisizione dall’esterno, anche in questo caso con procedura di mobilità ex art. 30 del D.Lgs. 165/2001, di n. 9 unità di personale nel profilo professionale di Istruttore di Polizia Locale come già previsto dal piano assunzionale approvato con deliberazione della Giunta Capitolina n. 226/2012. Atteso l’attuale stato della procedura concorsuale afferente al reclutamento di n. 300 Istruttori di Polizia Locale, si ritiene opportuno programmare l’avvio delle relative assunzioni a far data dal 2016, salvo successiva verifica dei presupposti per anticiparne il reperimento;

Dato atto che la sostenibilità finanziaria del piano assunzionale che si intende approvare con il presente provvedimento, coerentemente con quanto previsto dal piano di riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale del Bilancio, è imprescindibilmente correlata alla riduzione complessiva della spesa sostenuta per assunzioni a tempo determinato, anche con riferimento alle assunzioni relative alla copertura dei servizi educativi e scolastici e, particolarmente, ai contratti a tempo determinato di durata breve destinati alla sostituzione di personale di ruolo temporaneamente assente dal servizio, anche in coerenza con la nuova disciplina organizzativa e decentrata del personale non dirigente, approvata con deliberazione n. 236 del 1° agosto 2014;
In data 27/28 novembre 2014 l’Assemblea Capitolina ha approvato, con deliberazione n. 124, la manovra di assestamento al Bilancio 2014;
Atteso che a fronte di risorse finanziarie che si riducono progressivamente e sensibilmente, sussiste comunque l’esigenza di assicurare prioritariamente il funzionamento delle scuole e dei nidi comunali, nell’ambito dei quali, per sopperire alle rilevanti carenze d’organico, si ricorre ampiamente, come sopra già detto, alla instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato;
Coerentemente con le esigenze sopra rappresentate e con i vincoli finanziari cui si è fatto riferimento il piano assunzionale del personale non dirigente prevede l’assunzione di personale nel profilo professionale di Insegnante Scuola Infanzia (cat. C);
Conseguentemente, si prevede, a partire dal prossimo anno scolastico, una corrispondente riduzione di contratti a tempo determinato di lunga durata;
La programmazione di assunzioni a tempo indeterminato nel suddetto profilo professionale, pertanto, non determina significativo aumento di spesa, in quanto il relativo incremento risulta in gran parte compensato dalla corrispondente riduzione della spesa per personale a tempo determinato;
Solo in una fase successiva, in considerazione dell’esigenza di ridurre la spesa complessivamente sostenuta per rapporti di lavoro a tempo determinato e tenuto conto della già programmata assunzione (deliberazione Giunta Capitolina n. 441/2013) in forma stabile delle 142 unità di personale attualmente in servizio a tempo determinato sarà, pertanto, valutata la possibilità di procedere negli anni 2015 e 2016 ad assunzioni a tempo determinato, tenendo conto di procedure selettive a tempo determinato espletate, previa verifica circa la sussistenza dei relativi fabbisogni ed in aggiunta alle assunzioni a copertura dei fabbisogni temporanei relativi al settore educativo e scolastico;
Avuto  presente  che   con   nota   prot.   n.   RE/33332   del   31   marzo   2014 (prot. Dipartimento Risorse Umane n. GB/22783/2014) il Ragioniere Generale ha trasmesso la certificazione attestante il rispetto dell’obiettivo del patto di stabilità interno per l’anno 2013 inviata al Ministero dell’Economia e delle Finanze;
Il comma 557 quater dell’articolo unico della legge n. 296/2006 – introdotto dalla legge di conversione del D.L. n. 90/2014 – ha disposto che “a decorrere dall’anno 2014 gli Enti assicurano, nell’ambito della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, il contenimento delle spese di personale con riferimento al valore medio del triennio precedente” alla data di entrata in vigore del medesimo comma 557 quater;

Con nota prot. n. GB/78823 del 26 novembre 2014 è stato attestato che:

  • le previsioni di spesa del personale per il triennio 2014-2016, conseguenti all’attuazione del piano assunzionale 2014-2016 rispettano i limiti di cui all’art. 1 commi 557, 557 bis,  557 ter e 557 quater della  legge 27 dicembre 2006,    296      e s.m.i.;
  • con particolare riferimento al disposto di cui al succitato comma 557 quater, introdotto dall’art. 3 comma 5 bis della L. 11 agosto 2014, 114, le previsioni di spesa del personale per il triennio 2014-2016 risultano inferiori al valore medio del triennio precedente, alla luce dell’andamento previsto per le cessazioni dal servizio nel medesimo arco di tempo;

In merito alla rideterminazione della dotazione organica e del piano assunzionale è stata data informativa alle Organizzazioni Sindacali nel corso rispettivamente degli incontri svoltisi il 24 e 25 luglio 2014, il 2 ottobre 2014 e il 15 dicembre 2014;

Dato atto che il programma di assunzioni di cui al presente provvedimento si pone in coerenza con le misure contenute nel Piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale del bilancio, di cui alla deliberazione della Giunta Capitolina n.194/2014;

Visti:

  • il Decreto Legislativo del 18 agosto 2000, 267 e s.m.i. con particolare riferimento all’art. 91;
  • il Decreto Legislativo del 30 marzo 2001, 165 e s.m.i. con particolare riferimento all’art. 6;
  • lo Statuto di Roma Capitale, approvato con deliberazione dell’Assemblea  Capitolina n. 8 del 7 marzo 2013;
  • il D.L. 24 giugno 2014, 90 (convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114);

Atteso che in data 9 dicembre 2014 il Direttore della Direzione “Reperimento, Trattamento giuridico e contrattuale – Disciplina” istituita nell’ambito del Dipartimento Risorse Umane ha espresso il parere che di seguito integralmente si riporta: “Ai sensi e  per gli effetti dell’art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 si esprime parere favorevole in ordine  alla regolarità tecnica della proposta della deliberazione indicata in oggetto.

Il Direttore                                                                                      F.to: G. Viggiano”;

Preso atto che in data 9 dicembre 2014 il Direttore del Dipartimento Risorse Umane ha attestato – ai sensi dell’art. 29, c. 1, lett. i) e j), del Regolamento degli Uffici e Servizi, come da dichiarazione in atti – la coerenza della proposta di deliberazione in oggetto con i documenti di programmazione dell’Amministrazione, approvandola in ordine alle scelte aventi rilevanti ambiti di discrezionalità tecnica con impatto generale sulla funzione dipartimentale e sull’impiego delle risorse che essa comporta.

Il Direttore                                                                                         F.to: A. Caprioli;

Considerato che in data 9 dicembre 2014 il Dirigente della XX U.O. – Direzione IV della Ragioneria Generale ha espresso il parere che di seguito si riporta: “Ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità contabile della proposta di deliberazione di cui in oggetto.

Il Dirigente                                                                                            F.to: S. Cervi”;

Dato atto che con note prot. n.  GB/39182 del 13 giugno 2014, prot. n.  53230 del   1° agosto 2014 e prot. n. GB/80445 del 2 dicembre 2014 si è provveduto ad informare l’Organismo di Revisione Economico Finanziaria circa il contenuto del presente provvedimento e che detto Organismo, con nota prot. n. 82914/2014 in atti, nell’attestare che il programma del fabbisogno di personale non dirigente 2014-2016 ed il piano di assunzioni 2014-2016 in argomento rispettano la normativa vigente in materia di personale, ha espresso parere favorevole con prescrizioni;
Che sulla proposta in esame è stata svolta, da parte del Segretario Generale, la funzione di assistenza giuridico-amministrativa, ai sensi dell’art. 97, comma 2, del Testo Unico delle leggi sull’Ordinamento degli Enti Locali, approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267;

LA GIUNTA CAPITOLINA

per i motivi espressi in narrativa,

DELIBERA

  1. di confermare il sistema di classificazione del personale, così come declinato nelle deliberazioni G.C. 422 del 22 dicembre 2009 e n. 440 del 20 dicembre 2013 e  come risulta dalla tabella allegato A) facente parte integrante e sostanziale del  presente provvedimento;
  2. di confermare la dotazione organica teorica complessiva approvata con la succitata deliberazione della Giunta Capitolina 440/2013, comprensiva della dotazione organica teorica stabilita per l’Istituzione “Sistema Biblioteche Centri Culturali” e “Agenzia Capitolina Tossicodipendenze”, – Struttura la cui gestione, nelle more del trasferimento delle relative competenze all’Amministrazione Capitolina, è stata provvisoriamente affidata, con Ordinanza Sindacale n. 201 del 15 ottobre 2014, ad un Commissario che ha assunto i poteri del Presidente del Consiglio di Amministrazione, prevedendo un incremento di 7 unità di personale nel profilo professionale di “Psicologo” (categoria D) compensata dalla contestuale riduzione di un pari numero di unità nel profilo professionale di “Funzionario Perito Industriale” (categoria D), così come risultante nella citata tabella allegato A);
  3. di approvare   –   in   adempimento   di  quanto   prescritto   dall’art.   91   del D.Lgs. 267/2000 e art. 6 del D.Lgs. n. 165/2001 – la pianificazione del fabbisogno per il triennio 2014-2016, così come meglio precisato nel suddetto prospetto allegato A);
  4. di dare atto che non sussistono in nessuno dei livelli di inquadramento di cui all’ordinamento professionale approvato con il C.N.L. del comparto Regioni Autonomie Locali, sottoscritto il 31 marzo 1999, eccedenze di personale rilevate ai sensi dell’art. 33 del D.Lgs. n. 165/2001;
  5. di confermare la programmazione occupazionale di cui alle deliberazioni Giunta Capitolina 441/2013 e n. 180/2014, per quanto non ancora attuato;
  6. di approvare il piano assunzionale di cui all’allegato B) facente parte integrante e sostanziale del presente provvedimento da attuare nel triennio 2014-2016, con riserva di riesaminare  le  previsioni  formulate  per  gli  anni  2015  e  2016  e     l’eventuale possibilità di procedere ad assunzioni a tempo determinato come indicato nelle premesse del presente provvedimento, a seguito di puntuale verifica circa il numero dei dipendenti effettivamente cessati dal servizio, le risorse finanziarie disponibili e la coerenza con le misure contenute nel piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il riequilibrio strutturale del Bilancio, predisposto ai sensi dell’articolo 16 del Decreto  Legge  6  marzo  2014,  n.  16,  convertito  con  modificazioni  dalla  legge   2 maggio  2014, n.  68, di cui alla deliberazione  della Giunta Capitolina n.  194 del    3 luglio 2014.

Ad una più organica e complessiva revisione del sistema delle competenze professionali, nonché alla rideterminazione della relativa dotazione organica sulla base di “consistenze standard” allineate alle dotazioni di personale previste per Enti Locali comparabili con Roma Capitale per struttura socio-demografica si procederà in fase successiva anche alla luce della compiuta attuazione del piano di riassetto organizzativo dell’Ente.

Le suddette assunzioni rientrano nei limiti alle facoltà assunzionali, consentite dal succitato art. 3 – comma 5 – del D.L. 24 giugno 2014, n. 90, e fissate nella percentuale massima del 60% del valore/spesa del turn over dell’anno precedente per gli anni 2014 e 2015 e nella percentuale dell’80% per l’anno 2016.

Le assunzioni di personale, così come programmate con il presente provvedimento, rientrano nei limiti degli stanziamenti contenuti nei Bilanci di previsione annuale 2014 e pluriennale 2014-2016, Titolo I, Interventi 01 e 07. Alle effettive assunzioni di personale previste per le annualità 2015 e 2016, si procederà esclusivamente a seguito del puntuale monitoraggio dell’andamento della spesa.

1

 

2

345678910

iudicello

 

La deliberazione è stata pubblicata all’Albo Pretorio dal ……………………………… al …………………………….. e non sono state prodotte opposizioni.

firma

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